IL GRUPPO RAPPIPPOP

Caro diario,
oggi ti racconto della nostra sperienza musicale, perché per un po'
siamo stati degli idoli musicali dei Ti-neger. E tu dirai: "Ma va?"
E io ti dico: "non puoi dire nulla, sei un diario".
Tutto è cominciato quando io, il Quaddu, il Bertoz e il Mei abbiamo
slumato su M-Tv© lo special dell' Hippop Rap. C'erano gente famosa come:
gli Articoli 31, i Sottostono, i Fratelli Diversi, Beffa, la signora Pina,
Frankenstein Hai Energi, i 69 Posse e il supercafone "Er Pilotta".
Ospite speciale il mitologico Puffo Deddi e i Fiu-gees, che hanno cantato
una vecchia canzone di Nino Bonocore ma in versione Hippop, con gli screch
e le frasi contro il potere dei bianchi.
Allora noi, tutti rigalvanizzati, ci siamo decisi di farlo anche noi un bel
gruppo Hippop.
Ma il Quaddu e il Bertoz lo volevano Rap, io e il Mei Hippop; abbiamo litigato
un po', quando poi abbiamo visto che erano uguali abbiamo deciso di fare Rappippop.
Sorgevano diversi problemi: primo e principale, il luuk e il vestiario apposito.
Ma ecco che il nonno del Bertoz, imbianchino obeso ormai in pensione, ci ha
regalato quattro paia di bragoni col cavallo sotto i ginocchi, che ci ballavamo
dentro, tenuti stretti con una corda; e poi quattro magliette XXXXL tutte
spitturacchiate con vernici tossiche di vari colori e odori. Quello che ci
mancava lo abbiamo rubato allo stanzino della Caritas,
quello che danno i vestiti ai poveretti: una papalina da arabo israeliano,
due o tre fulard, dei jiins tutti strappettati e larghissimi, cappellini del
Giro d'Italia 1967.
Da un marocchino abbiamo comprato quattro catenoni in vero finto oro, mentre
il cugino parà del Mei ci ha dato degli Anfibi che sembravano quelli
di Predator.
Secondo problema: la tecnologia musicale per farci sentire fino in Guatemala.
Insieme abbiamo raccattato:
- Un mangiadischi con tre dischi (Ufo Robot, Non son degno di te, Ciao nonnino
di Macario);
- Un microfono fregato alla Proloco;
- Le trombe bitonali del prete e dell'Avis, quelle che
le metti sulla macchina e dicono: "Questa sera nell'area
Parco il pioppo torta fritta per tutti";
- La radio ottocentesca coi valvoloni del nonno del Mei;
- I paraorecchie da neve con attaccato un filo per sembrare vere cuffie da
di jei;
- Un sacco di lucine del presepio;
- Una maracas, due nacchere, un organetto Bontempi 1 Junior, il Sapientino,
l'Allegro Chirurgo, un'armonica da alpino, le trombe da stadio rimaste inusate.
Risolto anche il problema dell'attrezzatura, ci rimaneva soltanto la formalità
delle canzoni.
Al Quaddu è venuta l'idea geniale di fare i testi contro il potere!!
Tipo contro i politici di Noceto, che sono tutti d'accordo per spartirsi le
poltroncine, contro chi non vuole che si usino gli sprait sui muri (o i cassonetti)
per reprimere l'estro di noi giovani, contro chi odia i rollerbleid, contro
chi non tiene per il Parma, contro chi non vuole che la legalizzano.
Allora ci siamo messi lì e abbiamo composto le seguenti canzoni: "Basta
voi politici con le poltrone", "I muri sono nostri e li spraitiamo
finche' ne abbiamo voglia", "Vi pattiniamo sulla faccia", "Parma-gol
rap", "L'erbavoglio legalizzala", e poi quelle di amore come
"Stacci", "Il mio cuore fa Tunz-Tunz", "La più
bella del ghetto".
Dopo ben un quarto d'ora di prove eravamo pronti per il primo shiow: il Quaddu
diceva i testi che ne aveva voglia, il Bertoz accentuava l'ultima parola di
ogni frase che diceva il Quaddu, il Mei rigava i dischi nel mangiadischi per
fargli fare "Sgneeezzzz" oppure "Uf-uf-uf-ufo Robot" e
io, il più gallaccio di tutti, scuotevo le nacchere, soffiavo nella
fisarmonica e accendevo le lucine, tutti che ballavamo a tempo (ognuno il
suo) in modo molto Hippoppip.
Proprio quella sera per combinazione c'era il gruppo che suonava al pub del
Taro, quello di Piter il Maori. E
allora noi pensiamo "Sarebbe bello suonare al Taro" e così
ci buchiamo le gomme (al furgone del gruppo rivale) e ci presentiamo al loro
posto con la nostra attrezzatura più le trombe del "Materassificio
di Busseto" che le avevamo smontate di nascosto il giorno prima.
Arriva l'ora dell'esibizione e al ritmo palpitante di "Ciao nonnino"
di Macario (tutto screcciato) il Quaddu impugna il microfono ed esorde con
un rutto ragguardevole. Poi comincia a spararle grosse:
"Perchè il nuovo municipio faraonico, e i caramba servi del potere,
e la securiti di questo Pub di merd....."
Non ha finito di dire le ultime due lettere che la securiti, Piter
il Maori, svariati rugbisti, alcuni avventori e il gruppo che ci doveva
essere davvero (i Good Ol' Boys) ci stavano già picchiando in testa
con le trombe bitonali, mentre i caramba con accuratezza ci tiravano giù
i nomi e requisivano le trombe del Materassificio
di Busseto.
Domani forse suoniamo all'Onirica.
AREA
PARCO IL PIOPPO
Questo qua non si è ancora capito se è un'area, un parco o un
pioppo, o tutti e tre che formano un'area parco pioppo.
AVIS
Le trombe dell'AVIS (che è l'Associazione del sangue, e non un autonoleggio)
ripetono incessantemente da anni lo stesso ritornello, che cioè questa
sera fanno la torta fritta nell'area parco il Pioppo, che ci vanno i vecchi
a ballare.
PITER
IL MAORI
Peter (ma si pronuncia Piter) e' uno Nuovo Zelandese che gioca a Rugby, e
pero' adesso ha aperto un PAB in Taro che e' molto carino. In questo bel Pab
ci hanno esordito dal vivo il mitico gruppo denominato "ANFISBENA".
MATERASSIFICIO
DI BUSSETO
Ogni pomeriggio quando cerco di studiare (il che non capita proprio ogni pomeriggio)
questo motofurgone del ca..., ripieno di materassi di Busseto, girovaga per
sciorinare tutti i messaggi pubblicitari occulti. Tipo che a centomila decibel
dice "Provate i nostri materassi ortopedofili, in versione plexigas e
gorotex! Tutto quello che avreste voluto sapere lo troverete in questa macchina
pubblicitaria".
ONIRICA
Locale parmense dove ci hanno suonato molti big: come gli Ernia Rettale, i
Torrefazione Anale, i
. vabè, svariati altri gruppi.
STANZINO
CARITAS
Esso è uno stanzino presso la canonica che è usufruito per distribuire
gli abiti smessi e fuori moda a chi ci va a chiederli, che sono o straccioni
o gente che ci va per vestirsti in modo grunge e centrico.
TARO
Il Taro è un corso di acqua, che di Inverno si getta nel Po' e di Estate
no perchè non ci è l'acqua. Di notte viene popolato da gente
strana a bordo di auto che parcheggiano e vibrano. Sul cartello ci è
scritto "Taro" e sotto "Zona culani".