CADE L'ULTIMO TABÙ
Caro
diario,
AHAHAHAH! Te lo dico? Non te lo dico? Ahah! Ah! Ri-ah! Ahahahahah!
Queste risate erano un prefunambolo per raccontarti che noi, nella persona
di io, il Quaddu, il Mei e il Bertoz, nella giornata di ieri (sabato), nel
tempo della sera (ma più della notte), siamo entrati nel tempio della
gioventù e nel regno delle polle. Che non è il pollaio, e neanche
la Quafan, ma è ..... la disco!! (THE disco, come
dicono gli angloinglesi). Stupito, eh, diario? Cosa vuoi, eh? Non ci possiamo
andare? Se ci hai delle balle ti strappo tutto. Adesso ti spiego.
Ci troviamo tutti a casa del Mei, che i suoi erano andati dai suoi zii di
lui perchè ci era il compleanno dei cuginetti piccoli di tre anni,
che lui aveva fatto finta che ci faceva male la testa, che era restato con
la sua nonna che non capisce niente e non si accorgeva che invece il male
di testa era tutta una palla. Furbo, il Mei.
Siamo entrati nella sua camera al Primo Piano usando il Bertoz come scalino,
che ci aveva le impronte dei piedi ad anfibio (ma non la rana) sulla schiena.
Programma: ovvio, andare in disco (e fin qui tutto secondo ruotine), farci
di polle (anche qui la ruotine), ma prima, per essere più sguanoz di
tutti.... andare in ACIDO!! Che ci ha ispirati quella canzone un po' vecchia
che faceva "Acido su acido giù, acido qui acido lì Uououoh"
ecc.
Siccome che non ci avevamo le pastiglie (che si trovano solo sui pavimenti
delle discoteche, ma noi non ci eravamo ancora), ti abbiamo stappato venticinque
pennarelli Jumbo indelebili nuovi e sei sbianchetti (non odorare col naso..
adessa ven!) e ce li siamo infilati nei buchi del naso inspirando e esalando
a più non posso. Incredibile, prima c'era un odore schifoso, ma poi....
ragaz! la stanza girava, le forme si sformavano. Abbiamo addirittura sboccato,
uno sballo mai provato neanche con sette Heidegger
di fila.
Poi all'improvviso ti entra, inaspettato da matti, il babbo del Mei con una
tutina attillata d'argento, che ci fa, dolcissimo: "Dai, che vi porto
in disco" e noi, ancora un po' ebbri, entriamo in macchina e ci troviamo
davanti alla MEGA DISCO!! Una torre di Babbele ripiena e inzuppata di luci
stereostrobostatiche, getti di laser multicolorati e multietnici, le palle
argentee che riflettono le lucine, specchi deformanti, grappoli di baristi
e privè, buttafuori enormi e rapati dal cranio lucente, tavolini per
imboscarsi deserti, neanche un uomo (meno che noi) e soprattutto:
- una vagonata galattica di strapolle fotoniche vestite di straccetti insignificanti,
tanga e bichini che si dimenavano in preda a crisi mistiche su migliaia di
cubi, parallelepippedi e icosaedri, facendoci venire una voglia cane;
- una musica assordante, rimbombante nei nostri petti implumi, tanto che coprirci
le orecchie serviva solo a non farne cadere il cerume che quel Tunz Tunz sembrava
far rigoglire; canzoni di Faggetta, digei Cavallo, gli 8883 remixxati da digei
Charlie Brown, la musica di Titanic versione undergraund, i Beckstriits Boys
versione punk bestia, Albano e Romina rimasterizzati da digei Demonio, Albertini
e Linux alla consolle. Uno sballo ragguardevole.
Dopo esserci tracannati due Ciaikoski e un Sciumann,
ci mettiamo a ballare e diventiamo i regini della pista. Ci mettiamo sul cubo
più elevato, che sembrava la piramide di Tutankamon (però più
alta e cubica) e cominciamo a fare tipo Toni Manero nella "Febbre del
Sabato sera"; roba che Giastin Timberleik gli viene da bruciare. Il Bertoz
roteava nelle natiche come uno che fa Brekdance; il Quaddu faceva il muro
con le mani; il Mei faceva il ballo del Cosacco velocissimo; io, più
fico di tutti, mi inerpicavo sulle strutture portanti delle luci e penzolavo
come un trapezzista.
Le polle si strappavano le mutande e ci tiravano i reggitette, così
che dopo un po' avevamo perso il conto di quante ce ne eravamo limonate. Avevamo
la lingua infeltrita, e per ricaricarci tracannavamo cockteils come se piovesse,
e via che limonavamo e bevevamo, e più bevevamo più limonavamo,
e più limonavamo più spalpazzavamo, e le polle che ci si offrivano
come libagioni in un'ecatombe. E poi riprendevamo a ballare sempre più
divinizzati, e dovevamo mandar via quelle assatanate perchè ci spettinavano
il gel, e alle altre dovevamo dare i numerini per fare la fila. Al trentesimo
cockkteil, totalmente in basa, ci è venuto male
e abbiamo sboccato, e le polle sembravano ancora
più attratte da noi. Purtroppo dopo non abbiamo più retto il
ritmo demoniaco di quelle porcellone, e siamo piombati in uno stato comatoso
di sonno apparente.
Oh, al risveglio eravamo ancora in casa del Mei e il Bertoz ci aveva ancora
un bianchetto su per il naso. Si vede che il papà del Mei si era cambiato
per venirci a prendere, perchè aveva su una giacca scura al posto della
tutina argentata di prima; poi sembrava anche un po' incazzato, perchè
ci ha sbattuto fuori di casa e ha riempito di sberle il Mei.
Noi tre rimasti stavamo barcollando per la strada e io non potevo togliermi
dalla testa quelle scene baccanaliche di lussuria ballerina. Poi dò
uno sguardo allo Swuotch e vedo che sono le undici meno un quarto. "Oh!
Ragaz! Ma ci siamo stati un giorno intero in disco? Abbiamo fatto, come si
dice, l'AfterHoward? Anzi, l'AfterTromb?"
Il Bertoz mi guarda basito: "Quale disco? Ma se siamo stati rapiti dagli
alieni e sottoposti a test della fertilità da strane aliene nude con
tre seni!!?" ma il Quaddu interviene: "Ma se abbiamo cavalcato elefantini
rosa tutta la sera fino ad arrivare alle inesplorate rovine di Atlantide!"
afferma non senza difficoltà per lo Stabilo Boss che ancora gli penzolava
dalla narice destra.
A questo punto sbocchiamo nuovamente su un'auto parcheggiata in riva a un
fosso, coprendo in parte una scritta che finiva con "IERI". Io faccio:
"Ieri cosa?" e da dentro: "Carabbin!!" e io "Eh?"
"Carabbin--- ieri" e io "E domani?" E loro: "Uguale".
E io: "Carabbin-domani?" e loro "Uè, facciamo lo spiritoso?
Facciamo un giretto in caserma, signor Naso colorato!!!" e noi: "Perchè
no?" e saliamo in macchina. Oh, appena saliti su questa macchina scritta,
vediamo il Mei che scappa di casa inseguito da suo papà che somigliava
sempre meno a quel gentile e dolce ometto argentato di due notti fa. Sale
in macchina (il Mei, non l'ometto) e con quegli strani signori in blu scompariamo
a sirene spiegate nella notte verso località sconosciuta... forse un
altro AfterHoward?
AFTERTROMB
Pratica sessuale-musicale inaugurata da dei nostri amici che noi gli abbiamo
chiesto: "Oh, ma fate l'Afterhoward?" e loro: "No, noi facciamo
l'AfterTromb" e si sono guardati ridendo, e noi eravamo ripieni di invidia.
BASA
Stato della personalità che si raggiunge con l'ingerimento di massicce
dosi di alcol. Si suddivide in B.allegra (primo stadio), B.sincera (secondo
stadio), B.triste (offlimits). Oltre il terzo stadio spesso l'organismo restituisce
l'alcol all'ambiente circostante (vedi sboccare).
CIAIKOSKI
E SCIUMANN
superalcolici molto di tendenza, un po' come il Cuba Libro, la Caipirignigna
o il Gin Seng che se li bevi poco fanno digerire dopo una cena panagruellica,
se li bevi molto vai in basa e non digerisci più.
HEIDEGGER
Birra gustosa a base di orzo e luppolo. Molta Heidegger fa venire la basa,
poca Heidegger fa fare rutti ragguardevoli.
LA
QUAFAN
Centro di divertimento a quatico (o a Rimini? Mah) dove ci sono i scivoli
contorsionisti che ti fanno fare i tuffi nell'aqua. Il più bello è
il Kamikaze che si chiama come il re del Giappone.
SBOCCARE
Azione degli stomaci che per cause esterne (tipo basa o cene di compleanno
da Sincero) si contorcono per restituire le sostanze in essi contenute alla
natura secondo il principio: "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto
si trasforma".
SINCERO
Un localino dove si mangia l'immangiabile, si beve l'imbevibile e si paga
l'impagabile, tipo che una cena a 5 stelle costa come un menù Rustichella.
L'unico difetto è che c'ha il vino un po' fortino, infatti una volta
ci ho pucciato dentro un dito e si è staccata l'unghia.