LA CASA CHE NON AVEVA
NULLA DI UMANO

Gigi entrò in quella casa. La porta era leggermente socchiusa e scricchiolava. Le assi del pavimento scricchiolavano. Anche Gigi scricchiolava.
Il primo corpo era lì, ignudo, con un'espressione sardonica sul viso. Improvvisamente mentre Gigi lo guardò, il cadavere aprì gli occhi!!!!! ma poi li richiuse. Gigi pensò: "è solo la mia immaginazione."
Il secondo corpo giaceva sulle scale aperto dalla gola all'inguine e il sangue caldo colava fino in cantina, dalla quale promanavano rumori sinistri. Gigi avanzò, ma poi si ritrasse inorridito: il cadavere sulle scale rideva!!! "AHAHAHAHAHAH!!" Gigi estrasse la colt preso dal panico ed esplose i sei colpi nel petto aperto di quell'infernale prodigio, ma nulla valse....
Il terzo corpo invece era dentro il caminetto, a pezzi come legna da ardere. Gigi si avvicinò per vedere. E lui ARSE!!! (il corpo). Gigi si volse, ma incontrò lo sguardo sardonico del primo corpo, e udì il fragoroso riso del secondo mentre un quarto corpo gli precipitò addosso dalla balaustra!! "Aargh!!", esclamò nel vedere una donna di sì tale bellezza soffocata dal suo stesso seno. Chi aveva fatto tutto ciò?
Mentre si formulava la domanda inciampò nel quinto corpo orrendamente mutilato, e vi riconobbe l'amico Jack; anzi, era lui stesso!!!(Gigi). Indietreggiò terrorizzato fino al patio credendosi morto, e sul patio si scontrò col sesto cadavere, anch'esso ignudo e legato orrendamente alle rose giganti da tempo incurate che lo tormentavano con gli spini. Avrebbe voluto fare qualcosa, ma era affranto dal'orrore, tanto che si inginocchiò... quasi a voler rimirare il settimo cadavere che era orribilmente precipitato dal patio sulla banderuola segnavento che gli trapassava il corpo di sotto in sù.
"Devo essere diventato matto" pensò fra sè e sè quando vide che quest'ultimo promanava suoni che nulla di umano ricordavano, del tipo "URGHSQK!!WARDXZ!!" e pensò allora: "è soltanto il vento".
Credendo di essere vittima di allucinazioni salì le scale e arrivò in camera sua; ma quando aprì la porta venne travolto da decine di corpi!!! e tutti ignudi, accoppiati come in un'orgia infernale e ridevano tutti ricoperti di liquidi organici che nulla avevano di umano. SPLICH, SPLOT, SGUAZZ furono i rumori che sentì il nostro eroe prima di svenire sotto l'orda di cadaveri.

Si risvegliò. Tutto era sfocato, ma poi riconobbe il paesaggio di cui aveva tanto paura da bambino. Era in cantina. L'enorme cantina dalle volte a botte. Sentiva freddo, e ci mise qualche secondo a realizzare che era nudo e incatenato alla vecchia sedia di papà. Alle sue spalle sentì una risata terribile, che nulla aveva di terreno.

La figura che gli si presentò, illuminata dal bagliore di una mannaia incandescente, era completamente ignuda, grassa e irsuta, coperta solo in volto da un orribile cappuccio nero. "Mio Dio" furono le poche sillabe che sibilarono le sue labbra tremanti.
La figura si allontanò con un ghigno, ma Gigi sapeva bene che sarebbe tornato.
Attorno a Gigi, CADAVERI!! Quanti non ne aveva mai visti, nemmeno in camera. Una massa di carne umana putrefatta e marcescente, manna per i vermi che uscivano da ogni buco quasi a formare un'enorme groviglio brulicante. Riconobbe nel mucchio Anna!!!! La sua sorellina!! Di diciassette anni, orrendamente profanata nella sua verginità da un oggetto che nulla aveva di terrestre. "La mia sorellina è ....!!!", esclamò stupefatto dalla lussuriosa bellezza di quel cadavere; quella visione gli aveva procurato pensieri libidinosi indegni di un essere umano.
Tentò di liberarsi dalle catene, ma non vi riuscì perchè erano dure. Fu allora che si ricordò del vecchio buco per il pappagallo nascosto nel fondo della sedia del suo incontinente padre. Si aggrovigliò, si contorse e riuscì trionfalmente a sfuggire dal di sotto alla morsa metallica che lo opprimeva!!
"Sono libero!" proruppe. Ma passi pesanti rimbombavano dalle scale. BOBUM, SBUM, TUMF!! Era l'ignudo carnefice!
Si nascose dietro una botte dell'ottimo cognac invecchiato da suo padre, e ne bevve un po' per rinfrancarsi quando si accorse ...che...ERA SANGUE!!!
Il mostro irsuto portava con sè, trascinandola con la mano sinistra, una vittima mostruosamente deturpata, nella cui bocca era stata collocata una candela accesa. Nell'altra mano recava uno strumento di morte sicuramente non appartenente alla nostra realtà contingente. Un oggetto di metallo lucente che brillava di sangue, dotato di decine di lame di ogni forma e fattezza, impugnato con una manopola che lo faceva somigliare ad un arto artificiale e cibernetico. I meccanismi perversi che lo muovevano simmetricamente e perpetuamente causavano mostruosi rumori metallici che esulavano da quanto mai udito da essere umano.
Gigi stava per attaccare il mostro, sconvolto dall'ignominia della globalità dell'accaduto, quando una mano gelida gli toccò da dietro il collo!!!
Si voltò repentinamente, pronto a colpire, quando scorse nella penombra una gentile figura femminile. Ferita, pallida come la luna, ella si reggeva candidamente ciò che rimaneva del suo vestitino, tremante per le ingiurie subite. I loro occhi si incrociarono... e fu amore.
"Usciremo da qui, te lo giuro" disse lui con voce ferma e tranquilla. Lei lo avrebbe seguito ovunque.
Si armò del candelabro d'argento che da piccolo gli faceva tanta paura, e attese.
"Ora fai silenzio!! Lo aspetterò e lo colpirò".
I passi del mostro si facevano sempre più definiti, già l'aria si impregnava del suo terribile fetore, e lo sferragliare dei suoi strumenti di tortura si confondeva coi gemiti delle sue vittime. Gigi era silenziosissimo. Non respirava. Non muoveva un muscolo. Non batteva le ciglia. Il suo cuore aveva rallentato.
Incautamente, pestò un bastoncino!!! SNAP!!! fu il rumore che echeggiò per tutta la casa. "Che ca... di bastoncino!!" esclamò Gigi, quando si accorse che un'ombra greve e opprimente lo sovrastava....il mostro!!!
La ragazza urlò. Anche il mostro urlò. Urlava più forte il mostro.
Ogni singolo muscolo di Gigi scattò, la fredda determinazione nei suoi occhi. Col candelabro ben saldo fece per vibrare il colpo. Vide il corpo del mostro, tanto vicino da provarne disgusto; vide il ventre grasso e sudato, il petto irsuto e caprino, il collo taurino, e nelle fessure dell'impenetrabile cappuccio scorse... "Oh, Nooo!! non posso crederci!!!"....GLI OCCHI DI SUO PADRE!!! Siiiiììì!!! Proprio lui! "Ma guarda te" pensò.
Il duro colpo emotivo gli fece perdere la presa sul candelabro, sul quale ardeva ancora una candela demoniaca accesa. Il tutto piombò sul covone di paglia, il quale DIVAMPO'!! In pochi secondi le fiamme avevano raggiunto il soffitto e intaccato le maestose travi di quercia che da generazioni sorreggevano il tetto di villa Derceto.
Tutta la casa fu in pochi attimi un immenso rogo. I cadaveri emettevano umori densi mentre sfrigolavano con rumori sinistri. L'odore dell' immensa carneficina si confondeva grottescamente coi profumi estivi (era infatti estate). La casa cominciò a crollare. Travature, muri, infissi rimbombarono nella loro rovinosa caduta. Nell'immane disastro, lo sguardo di Gigi si incontrò con quello della leggiadra figura. "STRINGIMI!" le ordinò Gigi, e lei si strinse.
Erano lì, tutti tremanti e confusi, le loro membra si toccavano scosse, i loro sudori si mescolavano amorosamente. Gigi aveva gli occhi chiusi e sentiva le vampate di fuoco sovrastarlo. Cenere e lapilli gli bruciavano il vestito, e fu allora che pensò: "Oddio, il vulcano su cui è costruita la casa scoppierà da un istante all'altro!!" e spalancò gli occhi...giusto in tempo per vedere il padre-mostro che brandiva l'ascia bipenne dell'avo appartenuto all'ordine dei templari!!!
"E' la fine", disse, stringendo al petto la fanciulla a mò di scudo.
Ma in quel momento... le gloriose volute della cantina si infransero sotto il peso di un'enorme massa di granito proveniente dai piani superiori, che si stampò rovinosamente sulla calotta cranica dell'orrido figuro.
Pezzi di cervello e materia grigia, schizzi di sangue rappreso e schegge d'osso affilate come rasoi si sparsero a distanza ragguardevole, dando vita ad un macabro spettacolo pirotecnico e tingendo sulle pareti scene di riti saturnali e bacchici.
Contemporaneamente un urlo che pareva provenire da centinaia di universi paralleli invase lo scantinato facendone nuovamente vibrare le volte: era il mostro, che contorcendosi per gli spasmi e formando con il suo corpo grottesche e improbabili geometrie esalò l'ultimo sospiro.
Gigi volse lo sguardo verso il granito salvatore... era il gigantesco busto della madre morta di parto diciassette anni fa, che pareva avere voluto punire dall'aldilà le ignominie patite dal marito.
"In fondo mi dispiace, è sempre stato un buon padre", pensò Gigi azionando il vecchio passaggio segreto, e imboccandolo appena in tempo per sfuggire alla catastrofica caduta delle strutture millenarie.
Gigi e la donna sbucarono dal pozzo in giardino, tutti bagnati, finalmente salvi. Lui le disse: "Credo di amarti" e poi: "Ma che cazzo ci facevi in casa mia?". Stavano finalmente avviandosi verso un futuro felice.
Ma...nella cantina....una mano.......SI MUOVE!!!!!........

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