ISPETTORE JOHN HOLMES,
IL CASO WORD E' TUO

"Porompompero pero" disse Holmes.
"Porompompo" risposi.
Il caso presentatoci dall'ispettore capo Lestrade era in effetti uno dei più tosti in cui ci fossimo mai imbattuti.
"Se ho ben capito ci troviamo di fronte ad un caso complicato" dissi io.
"Già", disse Holmes. E proseguì: " Il povero Mister Word è stato trovato riverso al suo tavolo di lavoro. Morto. Una profonda lacerazione a forma di cuore alla base del cranio non gli ha lasciato scampo. L' arma del delitto è stata trovata, Mr Lestrade?"
"No. Solo un terrificante biglietto di scherno".
"Cosa diceva?" proruppi.
"Lo guardi lei stesso!!" e mi porse una cellulosa su cui una mano efferata aveva scritto a caratteri gotici : "AHAHAHAHAHAH!!!"
Guardai Holmes, sbigottito. Mai avevo assistito a tanto sarcasmo.
Holmes guardò il biglietto e dopo venti minuti di attenta osservazione esclamò: "E' gotico!" "Già", dissi. "Come la cattedrale di Reims!" esclamò raggiante. "L'assassino è il parroco di Reims!!!". "Probabile, ma mancano le prove." ci raggelò Lestrade.
"Rechiamoci al luogo del delitto" proposi, e ci recammo.
La polizia brancolava nel buio. Accesi la luce. "Ah! Grazie Mister Watson! Stavamo brancolando nel buio!".
"Ora uscite tutti dalla stanza" ordinò imperiosamente Holmes,e tutti se ne andarono, compreso Lestrade che doveva andare a prendere la nipotina (bel pezzo di figliola) all'asilo.
Holmes iniziò il suo rituale investigativo. Accese la pipa, si infilò mantellina e berretto grunge, si mise a suonare il violino impugnando la lente di ingrandimento. Nel contempo, non essendo molto in forma, si iniettò l'indicibile in via endovenosa mentre io non riuscivo a trattenere una smorfia di disappunto. "OOOOhhhhh!!??" proruppe, "Sono stati quegli elefantini rosa", per poi rivolgermi attenzioni indegne di essere qua menzionate.
Tornato in sè, volle perlustrare tutta la villa di Mister Word.
Trovammo:
-n. 1 coltello in camera da letto;
-n. 1 cappio nello studio;
-n. 1 candelabro in cucina;
-n. 1 veleno nel salotto;
-n. 1 chiave inglese nella sala della musica;
-n. 1 pomata lassativa in sala da pranzo.
"Diamine" disse Holmes "mi arrapano questi casi complessi" e mi morse sul collo.
"Imboschiamoci tutte queste cose, Watson! Le rivenderemo a Portobello Road!" E si mise in tasca la pomata lassativa.
"E ora voglio tutta la servitù nella sala della musica!!" disse; al che io pensai: "Una bella festa! Sì!!", ma voleva fare ben altro.
Entrammo nella sala della musica, e vi trovammo le seguenti persone:
-n. 1 vecchia governante rimbambita con sottoveste abbondantemente sporgente e...sporca di sangue!!!!
-n. 1 giardiniere figlio della governante, dalle sembianze a dire il vero un po' effeminate, con le cesoie... sporche di sangue!!!!
-n. 1 Lilly, camerierina francese coperta solo da un grembiulino che sembrava esplodere delle sue forme, con un curioso amuleto a forma di cuore su cui era scritto "love, Benjamin" e....insanguinato!!!!
-n. 1 reverendo Brown, a prima vista assai alcolizzato, trafelato, trasandato, sbigottito, impaurito, ma soprattutto col crocefisso...sporco di sangue!!!!
-n. 1 Battista il maggiordomo, impeccabile nel suo abito scuro, di modi cortesi, disinvolto e molto affezionato al vecchio Word.
"Sbatteteli tutti dentro!!!" gridai abbastanza scosso, "Tranne il rispettabile Battista".
"Calma, Watson. Non sempre le apparenze ingannano, ma a volte sì. Onde per cui, a parte quel vecchio ubriacone di un prete, direi di non essere così drastico". Poco dopo il reverendo Brown veniva barbaramente impiccato a Scotland Yard. Uno di meno.
Holmes volle sentire per primo il giardiniere omosessuale.
"Lei è omosessuale?" chiese con tatto.
"Come è vero che lei è misogeno." rispose con voce artefatta mr. Kul.
"Come spiega il sangue sulle cesoie?"
"Mentre potavo Cleopatra, la rosa madre, mi sono amputato il dito".
"Non ha tagli sulle dita!!"
"Beh, è successo un anno fa" dichiarò Kule.
"E oggi?"
"E' l'anniversario!"
"Bene, e ci dica: che ragioni avrebbe avuto per uccidere Mr. Word?"
"Nessuna: l'amavo. Io lo chiederei a quella sgualdrinella francese".
Fu il turno di Lilly la bona.
"Lei ha un medaglione insanguinato nonchè a forma di cuore, come la ferita del povero Word"
"Certo, me l'aveva regalato, e io l'amavo. Il ciondolo sanguina per la tristezza!!" E pianse amaramente. "Io lo chiederei alla madre della checca."
"Lollopopponokkipoppi". Esordì la donna.
"Cosa?" disse Holmes.
"No, niente" rispose la madre della checca.
"No, invece qualcosa!"
"Ah, già".
"Beh, non ha niente da aggiungere?"
"Io lo chiederei piuttosto al reverendo Brown" fece lei.
"E' MORTO!" la raggelai.
In quel momento entrò il fattore di casa Word recando in mano una coppa di brandy. "Buongiorno, signori, sto cercando padre Brown". "Per portargli un altra dose di alcool, forse?" chiesi con fare beffardo. "No, per rinfrancarlo dopo lo shock che si è procurato nell'eroico salvataggio di tre bambini persi nella foresta minacciati da un branco di lupi ed orsi, ferendosi peraltro ad un braccio".
"Vedi Watson, questa è la prova che non bisogna mai giudicare dalle apparenze" e un gelo si impadronì di noi tutti.
Era il turno del gentiluomo Battista.
"Buongiorno, signori, posso offrirvi qualcosa?"
"Grazie, buon uomo" e lo scagionammo subito.
Dopo questo redditizio interrogatorio ci recammo tutti sul luogo del delitto. La tipica stanza ad un solo ingresso, che al momento del delitto era chiuso a chiave dall'interno. "Pensa che roba", disse Holmes. "Lui si era chiuso dentro" "Ma non abbastanza" "Eh sì".
Guardammo la finestra, ma era al quarto piano e nessuno si sarebbe potuto arrampicare così in alto, tranne l'uomo ragno.
Holmes arrivò ben presto alla conclusione che il presunto assassino doveva avere un duplicato delle chiavi. Convocammo nuovamente la servitù.
"Chi ha un duplicato delle chiavi dello stanzino di Mister Word?" Chiesi senza mezzi termini.
"Io!" risposero tutti all'unisono. Tutti tranne il sempre più rispettabile Battista, che esclamò "Io non amo introdurmi nella privacy del padrone, tantomeno se è morto".
Non c'era nulla nello stanzino degno di attrarre la nostra attenzione. Solo una scrivania (quella su cui, riverso, era stato ritrovato il cadavere), la sedia della scrivania, una pianta indiana, una biblioteca con una candela posticcia di fianco e una riproduzione della Gioconda, che tra l'altro sembrava sbilenca.
Perdemmo vario tempo nell'esaminare la piantina indiana e la sedia. Poi, dato che non vi trovammo nulla, lasciammo la stanza un po' delusi.
Fu allora che il mio amico si mise a ragionare e a mettere in funzione il cervello, che fino a quel momento non mi era sembrato particolarmente brillante.
"Hmmm, Watson"
"Hmmm, Holmes"
"Hmmm, Lestrade"
e tutti all'unisono: "HMMMMM"
"Lestrade"
"Sì"
"No, dicevo, le strade del Signore sono infinite"
"Eh sì"
"Quindi chiunque avrebbe potuto uccidere Word. Anche TU, WATSON!!!"
Mi sentii gelare il sangue nelle vene, poi dissi "Ma io veramente..." e corsi in bagno a piangere, dimentico che ero stato con Holmes tutti i sei giorni prima dell'omicidio.
Nel frattempo Holmes si era fatto inviare via fax tutti i dati riguardanti l'intero personale alla ricerca di qualche indizio che potesse esserci utile, e soprattutto alla ricerca di particolari scabrosi che ci dessero l'occasione per deriderne qualcuno, sputtanandolo per tutta Londra come era avvenuto nel famoso caso del pluriomicida trovato a degustare gli ortaggi non solo con la bocca.
Dopo aver spiluccato per un po' i dossier, Holmes ebbe un colpo di reni ed esclamò "La mia solita sciatica!!!". Poi, ebbe un colpo di genio. "Watson, raduna tutti nella stanza del biliardino. Credo di aver scoperto qualcosa di interessante" e non si riferiva al passato della camerierina, sebbene fosse alquanto interessante (ma come tutti sappiamo al geniale frikkettone queste cose non sollazzavano).
Pochi minuti dopo eravamo tutti nello stanzino del biliardino, dove con una certa fatica riuscimmo ad interrompere il torneo interservitù per annunciare il colpevole.
"Signori, ho trovato il colpevole ed ora andrò ad illustrarvi come la mia mente analitica ha saputo valutare ogni circostanza per risalire al movente ed alle situazioni che hanno causato questo spregevole crimine".
"Signorina Lilly, di lei abbiamo scoperto molte cose" e le elencammo al resto della basita servitù. "Comunque solo perchè l'arma del delitto aveva la stessa forma di cuore del suo ciondolo insanguinato non possiamo certo accusarla con sicurezza".
"Signora vecchia governante, a parte il suo aspetto disgustoso e la sua cucina insipida, Word non è certo morto avvelenato".
"Signor Kul, mi dispiace per il suo dito. Le cesoie sicuramente non sono a forma di cuore."
"Per quanto riguarda il reverendo Brown, non posso che esprimere il mio rammarico; la morte di quel sant'uomo, causata dalla solita burocrazia cinica e spietata di cui sono stato sempre fiero di non far parte, lascia un vuoto incolmabile in tutti noi."
"Ed ora il colpevole: signori, ho scoperto da accurate analisi che l'unico colpevole è il rispettabile BATTISTA!!!!!!"
"Ohhhhhhhhhh" "costernazione" "misericordia" "Eh va" furono le parole di sconcerto pubblico. "Cielo, come può dire una cosa simile?"
"Perchè lei....... mio caro Battista....... in gioventù....... è stato...........
IL PARROCO DELLA CATTEDRALE DI REIMS!!!!"
"Dannazione, sono stato scoperto" disse quell'efferato individuo estraendo un revolver dalla livrea "Ora voi mi lascerete fuggire, ma prima, come da prassi, vi narrerò per filo e per segno le mie imprese in un impeto autolesionistico di glorificazione personale".
"Quel vecchiaccio avido custodiva nella cassaforte dietro il quadro della gioconda un bel gruzzoletto e tutti i giorni mi pagava con nichelini di gomma e soldi di cacio e poche monetine arroventate sul camino per farmi male"
"Un giorno non ne possi..." e tutti: "Come?" e lui "..potetti.. più, e allora approfittai del passaggio segreto che univa la mia stanza col suo studiolo, fatto costruire perchè gli potessi portare le riviste pornografiche di nascosto. Ho chiuso a chiave la porta esterna e l'ho colpito a viva forza con la statuetta votiva del pene d'ebano, il cui glande può effettivamente ricordare la forma di un cuore."
"Ho nascosto il pene d'ebano piantandolo in un vaso e camuffandolo da piantina indiana".
Holmes sbraitò: "Un piano geniale e quasi perfetto, Battista. Peccato che la mia intuizione le abbia rotto le uova nel paniere"
"Già, povere uova" disse Battista "Ma ora io fuggirò in Guatemala con i soldi rubati a Mr. Word e voi non potrete fermarmi!!!"
"Certo, ma non ha considerato che dietro di lei si trova il nerboruto agente speciale Callagham"
"Impossibile" dissi io "Gli è stato affidato il caso Skorpio. Inoltre dietro Battista non c'è nessuno"
"Ssssst, Watson" disse Holmes, mollandomi un clamoroso malrovescio, che mi fece partire un canino che andò ad otturare la canna del revolver del perfido Battista.
In quel momento irruppe l'agente speciale Callagham che scaraventò Battista giù dalla finestra con un poderoso sinistro, dritto sull'auto nuova dell'ispettore capo Lestrade.
"Callagham, i tuoi metodi duri e poco ortodossi mi hanno rotto! Consegna la pistola e il distintivo e sbatti le tue chiappe fuori di qui!" sbottò Lestrade.
Lasciammo questi problemi a Scotland Yard e tornammo verso casa, certi di aver compiuto un ottimo lavoro.
La nebbiolina di Londra avvolgeva già le strade e i ponti sul Tamigi.

(tanto che ci mettemmo un buon quattro orette a trovare la strada di casa).

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