IL LUPO E LA GIRAFFA

C'era
una volta un lupo molto affamato. Tutti gli animali del bosco lo temevano,
e ne avevano ben d'onde, giacchè egli era solito mangiarli.
Un giorno il lupo, mentre girovagava col suo solito fare da lupo, incontrò
una giraffa e le disse: "Ooooh, come sei lunga! Ti mangerò tutta,
così sarò più sazio"
"Certo" rispose la giraffa "Ma dimmi, o lupo: dove preferisci
azzannarmi per infiggermi il colpo mortale: nella parte alta del collo, dove
il sangue scorre più succoso, o in basso, dove le vene sono così
profonde da non poterci arrivare?"
"Sciocco animale" pensò il lupo "Certamente ti azzannerò
alla gola in alto!" e cominciò a balzare, e a balzare, e a balzare
verso quel prelibato boccone, ma nulla valse. "Coraggio, lupo, insisti
e ce la farai!" disse l'astuta giraffa. Passavano i giorni, le settimane,
i mesi, e il lupo un po' si stancò e si prese una pausa di riflessione.
In quel momento, passò di lì un porcospino e il lupo gli disse
"Ahh, ora mangerò te"
Ma il furbo porcospino disse "Sì, ma mi mangerai dall'alto, dove
la mia carne è più prelibata, o dal basso, dove il livello di
colesteriolo è pericolosamente alle stelle?"
"Diamine" disse il lupo "Ma dal di sopra!" ma ogni volta
che tentava di azzannarlo, si pungeva il palato e guaiva alla luna. E passavano
i giorni, ma il lupo cozzava sempre contro le spine del porcospino.
Quand'ecco, passò di lì un fenicottero. "Ooooh, uccello!
Finalmente ti mangerò e sarò sazio". Ma il volatile accorto
esclamò: "Sì, ma mi mangerai quando sto volando, e i miei
muscoli sono più sodi e la carne più appetitosa, o quando sono
a terra, e le mie carni sono froppe e mollicce per il riposo?"
"Ahah, ti sei tradita!" disse il lupo "Naturalmente quando
sei in volo" e il lupo provava a saltare e a volare per giorni e giorni,
e quando il fenicottero si posava per riposare il lupo perdeva interesse.
Poco più tardi il lupo morì per gli stenti e la fame, e la giraffa
si rivolse agli altri abitanti del bosco con queste parole: "Vedete?
La gola è uno dei sette peccati capitali" e un cervo chiese: "E
quali sono gli altri?" e lei: "Pechino, Oslo, Roma, Mosca...."
La favola insegna che non bisogna mai fidarsi delle giraffe, dei porcospini
e dei fenicotteri.